La democrazia diretta porta alla luce le differenze, è vero. Ma è proprio questo che alla fine fa sì che le decisioni siano ampiamente accettate dalla popolazione del Paese, anche quando si è in minoranza. Dà a tutti la sensazione di poter dire la propria, creando così un senso di identificazione con il Paese. Quale risultato elettorale l’ha particolarmente sorpresa ultimamente? Spesso mi sorprende il fatto che si raggiungano ampie maggioranze al di là degli schieramenti politici. Ciò dimostra che la Svizzera è in grado di trovare soluI giovani tornano ad interessarsi maggiormente alla politica. La gente apprezza la coesione sociale in Svizzera, ma teme che stia venendo meno. Condivide questo parere? La coesione è uno dei grandi punti di forza del nostro Paese, ma non è scontata. Al giorno d’oggi assistiamo a un’individualizzazione sociale, a una rapida trasformazione digitale e anche a un irrigidimento nei dibattiti politici. Tutto ciò può contribuire a far sì che le persone si sentano meno legate tra loro. È quindi ancora più importante impegnarci consapevolmente per mantenere vivo il dialogo e difendere i valori comuni. Cosa può fare ciascuno di noi per rafforzare la coesione? Non servono grandi gesti. Se ci ascoltiamo a vicenda, se dimostriamo rispetto, se ci impegniamo in un’associazione o nella comunità e se valorizziamo la diversità del nostro Paese, contribuiamo tutti in modo significativo alla coesione nazionale. Proprio nella vita quotidiana sono spesso i piccoli gesti di condivisione a fare la differenza. La Svizzera è una «Willensnation», una nazione fondata su una volontà comune, ma con quattro lingue nazionali e culture diverse. Come mai la nostra coesione è comunque percepita come particolarmente forte? Quali pensa siano i fattori di successo del «modello svizzero»? A mio avviso sono fondamentali il federalismo, la democrazia diretta con la relativa pluralità dei media, il multilinguismo vissuto e la possibilità di partecipare alle decisioni politiche attraverso iniziative e referendum. Questi elementi offrono a tutti i cittadini del nostro Paese la possibilità di essere ascoltati e di partecipare. Questo crea fiducia nelle istituzioni e anche quella speciale coesione. Quando si sposta in Svizzera, percepisce personalmente il tanto citato divario tra città e campagna? Sì, ci sono sicuramente delle differenze, ad esempio su questioni relative all’energia, ai trasporti o all’agricoltura. Ma vedo anche molta comprensione reciproca. Proprio quando si parla con le persone, ci si rende conto che spesso le loro preoccupazioni non sono poi così distanti tra loro. In qualità di Consigliere federale, ritengo che sia mio compito conoscere il nostro Paese, dialogare direttamente con molte persone e ascoltarle. Il 71% della popolazione considera la democrazia diretta il fattore più importante per la coesione, nonostante essa renda visibili i conflitti. Non è paradossale? 33
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