Sete 04/2021

10 Piatto principale che e a basso contenuto di alcol molto buone», lanciate sul mercato assieme a vini e liquori analcolici. La ristorazione, dice Hanni Rützler, deve «andare all’attacco»: «A Londra ci sono bar che si sono specializzati con successo nel­ le bevande analcoliche.» Le innovazioni di Feldschlösschen seguono questa tendenza. L’offerta di birre e cocktail alla birra senz’alcol, ma anche di vini e liquori analcolici per la ristorazione, è in grande aumento negli ultimi tempi. Molti dei nuovi prodotti – come Cardinal 0,0, Feldschlösschen Senz’Alcool Mela 0,0 oppure Feldschlösschen Bevande analcoliche in aumento Mentre il consumo di alcol cala, l’esigenza di nuove bevande analcoliche sta crescendo. La pandemia da coronavirus ha rafforzato questa evoluzione. Feldschlösschen segue con attenzione questa tendenza e mette a disposizione della ristorazione delle innovazioni analcoliche, che vanno dalle birre ai vini, dai cocktail alla birra, passando per i liquori. La tendenza del momento L ’alcol è tuttora un elemento importante della cultura odierna. Secondo l’Ufficio federale della sanità pubblica, tuttavia, il consumo pro capite di alcol è in costante calo da trent’anni a questa parte – da 10,1 litri di alcol puro nel 1992 a 7,9 litri nel 2018. Dato che, nel quadro della pandemia da corona­ virus, la mega-tendenza globale della salute si è consolidata, questo sviluppo, secondo Hanni Rützler, esperta di tendenze alimentari, è destinato a durare. Nel suo Food Report 2021 si parla addirittura di «Liquid Evolution». «I giovani, in particolare, consumano meno alcol. Anche nella ristorazione aumenta la do­ manda di drink analcolici», dice Hanni Rützler. Contestualmente, la curiosità verso le nuove bevande è aumentata. L’esperta constata che sono apprezzati «innovativi mix di tè con CO 2 , presentati come spumanti», «bevande di frut­ ta e verdura dolci, aspre, amare con una strut­ tura complessa», ma anche «birre analcoli­ Senz’Alcool Limone 0,0 – non si accontentano di dichiararsi «senz’alcool», ma contengono veramente lo 0,0% di volume alcolico. Secon­ do l’Ordinanza sulle derrate alimentari, pos­ sono definirsi «analcoliche» le bevande con lo 0,5% di volume alcolico, contenuto anche in una banana matura o in un succo di frutta. Mentre oggi, cenando al ristorante, è possibile ordinare anche un vino analcolico, i baristi creano sempre nuovi cocktail analcolici. Per farlo usano nuovi prodotti come il «Wonder­ leaf» della marca di gin Siegfried o i Martini analcolici Floreale (bianco) e Vibrante (rosso), per citare solo alcuni esempi. «Molti drink analcolici hanno un profilo aro­ matico proprio e sono ben più che semplici copie dei cocktail alcolici tradizionali», affer­ ma Hanni Rützler. Per l’esperta non ci sono dubbi: «Il settore delle bevande sta registran­ do un aumento costante della domanda di bevande analcoliche.» «I drink analcolici non sono copie. Hanno un loro profilo aromatico.» Hanni Rützler, esperta di tendenze alimentari La birra è un piacere da gustare in compagnia anche senz’alcol.

RkJQdWJsaXNoZXIy MjYwNzMx