Sete 11/2021

Piatto principale 11 cizio ha aperto con l’asporto. Kevin Rünzi e lo chef Gianni Curto vendevano già dopo pochi giorni 60 pranzi, in un sabato hanno ricevuto addirittura 130 ordini. Il 28 marzo, quando è «Nuove aperture, cambi di gestione, chiusure di esercizi: il settore è in fermento», dice Reto Grohmann, vicedirettore e consulente per le imprese di Gastroconsult Zürich, che consiglia anche i clienti che aprono un esercizio. «Si trat- ta di norma di ex dipendenti, che hanno il co- raggio di mettersi in proprio. Gli esercizi della ristorazione più grandi hanno perso molto de- naro dall’inizio della pandemia. Attualmente sono in una fase di attesa», osserva Reto Groh- mann. Guardando al futuro, aggiunge: «Molti di loro hanno numerosi dossier sul tavolo. Pos- siamo attenderci molte novità per il futuro.» Molti esercizi pop-up A dispetto dell’incertezza, per Reto Grohmann «è il momento giusto per lanciarsi nel settore»: «I locatari possono ora contrattare delle condi- zioni migliori rispetto a prima della pandemia per i prossimi cinque o dieci anni», dice, specifi- cando tuttavia che «i grandi investitori istituzio- nali spesso non scendono i loro canoni di affitto.» Reto Grohmann non ha dubbi: «Finora non c’è stata la temuta strage di esercizi.» Questo è ri- conducibile anche al fatto che il commercio on- line è aumentato e che molti spazi commerciali si sono liberati: «Sono nati dei ristoranti pop-up in luoghi in cui c’erano degli esercizi fissi». L’euforia non è dovuta solo ai cambi di gestione e alle nuove aperture. Molti esercizi esistenti e Kevin Rünzi nel suo «Road Stop». affermati hanno sfruttato l’occasione della cri- si per rinnovarsi, introdurre delle novità, for- mare il personale in modo mirato ed esordire in nuovi settori di attività, come l’asporto. SETE è andata a trovare i ristoratori più otti- misti. In queste pagine potrete leggere come si sono avviati positivamente e perché dopo più di un anno e mezzo di coronavirus e di limitazioni per la ristorazione e il settore alberghiero è possibile guardare al futuro con ottimismo. stato finalmente possibile ricevere i clienti, il tempo è stato straordinariamente bello e ha attirato motociclisti, amanti delle auto ameri- cane e visitatori dello zoo a sciame. «Vista l’e- norme affluenza, è addirittura dovuta interve- nire la polizia per calmare la situazione. E pensare che, a causa del coronavirus, temeva- mo che succedesse il contrario e che non ve- nisse nessuno», racconta Kevin Rünzi, che non è però troppo stupito: «Ho sempre saputo che, pandemia o no, appetito e sete non sarebbero scomparsi così, che i motociclisti sarebbero di nuovo andati in giro in moto e che le famiglie sarebbero ritornate allo zoo.» È candidato ai Gastro Award Con «Chevy’s Road Stop» il ristoratore «ha re- alizzato il suo sogno di bambino». È convinto che, nonostante la pandemia, il sogno non si trasformerà in incubo. Ciò che Kevin Rünzi ap- prezza di più nel suo locale: «Il mix di clienti è fantastico. Da noi vengono i residenti e i moto- ciclisti, gli appassionati di USA e le famiglie che vanno allo zoo.» Del debutto da sogno fa parte anche il fatto che il «Chevy’s Road Stop» è stato già candidato a un Best of Swiss Gastro Award nella categoria «Activity». www.chevys-road-stop.ch

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